Una nuova politica della casa

La casa è ambita fin da piccoli anche solo per giocare ma non deve rimanere un sogno Una domanda nel corso dell’incontro che si è svolto domenica sera alle Fontanelle, nel salone parrocchiale, ha permesso a Massimo Carlesi di parlare di “politica abitativa”. «Per anni, la casa non è stata considerata una priorità da parte delle amministrazioni locali e centrali – ha premesso il candidato sindaco Pd – È ora il momento, non solo per la crisi in atto, di restituire centralità alle politiche abitative»

In particolare, Massimo Carlesi si è soffermato sull’opportunità di «realizzare nuove abitazioni, anche, ma non solo, in una logica di ristrutturazione del patrimonio esistente», tanto con interventi di «edilizia residenziale pubblica di qualità» quanto «in stretto rapporto col mondo delle cooperative e con i singoli privati, con i quali il Comune può attivare accordi o convenzioni, soprattutto sul versante del patrimonio esistente».

Altro punto cruciale, e assai sentito oggi, è «l’assenza di abitazioni in affitto a canoni contenuti per rispondere alle nuove forme di povertà». Serve, in sostanza «che il nuovo piano casa si concentri anche sulle disponibilità di abitazioni in affitto». Ciò attivando anche «politiche fiscali tese a ridurre il patrimonio abitativo inutilizzato».

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