Ribadito l'impegno per giovani e innovazione

«Innovazione e ricerca non devono restare parole vuote. Vanno riempite con una risorsa: gli studenti». Lo ha ribadito il candidato sindaco del Pd, incontrando giovedì sera un gruppo di giovani al teatro Kolosseum di Reggiana. Tanti e diversi i temi affrontati, dalla riduzione degli assessori e degli incarichi dirigenziali in Comune alle difficoltà «che molte famiglie incontreranno, a settembre, nel mandare i figli a scuola». Come dire che la crisi è acuta, si fa sentire, e la politica deve fare la sua parte. Ma deve anche sapere guardare oltre. «Parliamo di innovazione e non riusciamo a tradurla in pratica – ha detto Carlesi – Eppure, il Comune può permettersi di sostenere negli studi, ogni anno e per cinque anni, 20 giovani iscritti a facoltà scientifiche». Studi pagati, per intendersi, in cambio di una promessa: «Riversare su Prato il sapere acquisito».
Non solo. Il candidato sindaco chiama in causa, direttamente, anche l’Università di Firenze con la quale il rapporto è ormai in scadenza e andrà rivisto. «Chiediamo a Firenze un maggiore impegno su Prato», il che significa più sedi e più corsi di laurea. «Abbiamo bisogno di cambiare rotta e servono persone preparate e qualificate, capaci di creare – ha spiegato – Per questo serve la presenza forte dell’Università. Se Firenze non se la dovesse sentire, nulla ci vieta di rivolgerci a un’istituzione estera». Provocazione? «Forse sì. Ma Prato non può aspettare, perché il tessile si ridurrà nel volgere di pochi anni al 30% di quello attuale e la ricerca di nuovi mercati, nuovi prodotti, si tratti di tessuti o di altro, avrà bisogno di persone competenti, in grado di creare qualcosa che altrove non possa essere copiato. È una scommessa che la Germania ha vinto negli anni passati – ha aggiunto – e non vedo perché non dobbiamo riuscirci noi. Il Comune non dovrà né potrà più aiutare le aziende che non fanno innovazione vera – ha proseguito – Semmai, potrà cercare una via d’uscita per quei piccoli artigiani che, spesso da soli, portano avanti un’azienda e non sanno più come riqualificarsi o come chiudere saldando il passivo con fornitori e fisco».
Ribadita anche l’idea di un’Agenzia per lo sviluppo, per finanziare chi, proveniente da fuori o già presente nel distretto, avanzerà idee vincenti per la Prato del futuro. «I soldi, privati, ci sono. Lavoro in banca e lo vedo tutti i giorni – ha concluso – L’Agenzia dovrà valutare e, se è il caso, accogliere le nuove proposte imprenditoriali così come provvedere alla riqualificazione del personale. Il tutto con soldi propri, frutto di capitale pubblico, fondi strutturali e investimenti dei privati».

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