Microcredito per chi aspetta stipendio o cassa integrazione

I tempi per la chiusura degli accordi con le aziende in difficoltà e quelli per la concessione della cassa integrazione destano la «forte preoccupazione» di Massimo Carlesi. «Quella dei lavoratori del Fedora, per esempio, è una situazione gravissima e pesante. Non sarà mai banale o superfluo ripeterlo – osserva il candidato sindaco di Prato per il centrosinistra – Nelle stesse condizioni, già si trovano o rischiano di trovarsi numerose altre famiglie».

Carlesi propone la nascita «di un fondo per garantire, attraverso l’accordo con almeno una banca, forme di microcredito agevolato». Secondo il candidato del centrosinistra occorre muoversi «subito», con l’azione sinergica «degli enti locali, della camera di commercio e di altri soggetti che potranno aderire, oltre che con l’intervento di almeno una banca quale loro interlocutore».

«Una forma agevolata di microcredito, garantita, a interessi zero o comunque ridotti, permetterebbe a coloro che aspettano di riscuotere o di usufruire di un trattamento come la cassa integrazione di arrivare un po’ meglio a fine mese – prosegue il candidato sindaco – Ciò eviterebbe il ricorso al normale credito al consumo e l’indebitamento eccessivo, oltre a rendere meno oneroso e più diluito nel tempo il rimborso del prestito ricevuto, una volta che nelle case degli interessati tornerà a entrare un po’ di denaro».

«Sostenere chi è in attesa che lo stipendio gli venga pagato o della cassa integrazione – spiega Carlesi – è possibile oltre che urgente. L’importante è fare in fretta, anche perché in tanti potrebbero trovarsi a chiedere anticipi di contante attraverso le carte che in molti ormai posseggono, per poi pagare su piccole somme interessi che si attestano, in media, su un minimo del 15% su base annua, aggiungendo difficoltà alle difficoltà».

Per il candidato sindaco, è questa una misura urgente e d’emergenza, alla quale andranno poi accompagnate altre iniziative – per altro già annunciate dallo stesso Carlesi – per sostenere le famiglie in un autunno che si preannuncia fin troppo difficile.

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