Martini tra la gente: «Vinceremo»

Il governatore in giro nelle frazioni per riportare alle urne gli astenuti

Il bisogno del centrosinistra di ritrovare un rapporto più vicino alla base ha spinto il governatore della Toscana Claudio Martini a un tour nei circoli territoriali dove ha ritrovato l’affetto dell’elettorato di sempre. Un vero pellegrinaggio politico nei quartieri di Iolo, Tobbiana e Vergaio, quasi una campagna porta a porta per sostenere i candidati Massimo Carlesi e Lamberto Gestri in vista dell’ultima sfida affidata al ballottaggio di domenica e lunedì.

«Perché – spiega Martini – non possiamo lasciare la strada libera alla destra, che non si pone con proposte migliori delle nostre ma solo con l’intento di spazzarci via». Il messaggio vuol essere ancora più chiaro: «I vari tentativi di Cenni di presentarsi come l’uomo della società civile sono andati a vuoto. I numeri parlano da soli: solamente il 2,5% dei suoi voti arriva dalle liste civiche». Poi un’iniezione di fiducia: «Ci eravamo abituati a vincere facile, ma la partita si è fatta più complicata, e ora bisogna giocare con impegno maggiore. Raccontano che la destra sia galvanizzata, ma noi abbiamo un vantaggio di duemila voti, possiamo vincere».

Convincente, Martini è uno che trascina. E da bravo mister, passa la palla alla base elettorale. «Ora tocca a voi parlare il più possibile con la gente». Le disposizioni sono uguali per tutti: «I vostri obiettivi dovranno essere due – incita – il primo, riportare alle urne quelli che hanno votato la prima volta; il secondo, cercare di convincere gli astenuti che per mille ragioni hanno deciso di non votarci. Vi capiterà di incontrarne, con loro siate pazienti e ascoltateli con comprensione e umiltà». A un certo punto i ruoli si invertono ed è Claudio Martini a fare una domanda: «E’ vero che proprio in uno di questi seggi, roccaforte storica del centrosinistra, c’è stato il sorpasso della destra?». Si riferisce al numero 112, dove il centrodestra ha totalizzato il 56% contro un misero 40% del centrosinistra. «E’ dipeso dall’arrivo di nuove famiglie» risponde il neoeletto alla circoscrizione Riccardo Rindi. In realtà il problema sembra poi essere un altro: «La verità – continua – è che in paese i piccoli problemi irrisolti contano più delle grandi opere al momento di decidere a chi dare il voto. Come il cimitero, che ancora non è stato portato a compimento».

Inevitabile parlare di responsabilità tirando fuori il fenomeno immigrazione: «Il 70% dei proprietari dei capannoni dati in affitto ai cinesi, vota a destra – continua Rindi -; la stessa gente pronta a lottare per mandarli via. Ci sarebbe da chiedergli con quali soldi mangerebbero». Il copione si ripete al circolo di Tobbiana. Prima di proseguire il tour verso Vergaio arriva la domanda più spigolosa e impertinente: «Ma non era meglio rimandare a dopo le elezioni la nuova legge regionale sull’immigrazione?». La gente annuisce. Anche Vergaio si fa la stessa domanda: «Anche voi, andate ad approvare certe leggi…». Martini non si fa intimidire facendo notare che per sei anni, il ministro degli interni responsabile dell’ingresso dei clandestini è stato uno della Lega.

Un’ultima raccomandazione pratica prima dell’aperitivo con i compagni di Prato: «Spiegate a chi non è informato come votare, è facile, basta mettere una ics sul nome di Massimo Carlesi».

Il Tirreno – Prato; articolo di Barbara Burzi

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