Marigolli: «Col centrodestra poche garanzie di tenuta sociale, temo la politica barbara»

Il segretario Cgil invita a votare: «Nelle urne si fa democrazia»

Ballottaggi, uno shock?
«Sinceramente sì. Sapevo di un malessere diffuso in città ma non credevo si arrivasse così oltre». Manuele Marigolli, segretario provinciale Cgil, non nasconde una certa preoccupazione

Che cos’è successo?
«Probabilmente il centrosinistra non è riuscito a farsi capire con chiarezza sulle soluzioni dei problemi. Il senso di disorientamento ha portato a questa situazione». Lorenzini a Montemurlo, Gestri e Carlesi a Prato.

Tutti nomi noti eppure non sono stati premiati.
«A differenza del centrodestra questi candidati sono stati scelti dal voto popolare, con le primarie. Quindi non si può certo parlare di scelte imposte dall’alto. Mi preoccupa il risultato che può venire dalle urne»

Cosa teme?
«L’imbarbarimento della politica. Mi spiego. La Cgil è sempre stata autonoma anche rispetto a quei partiti di centrosinistra che hanno radici nella sinistra sociale. Ma in un momento come questo, autonomia non può significare né indifferenze, né equidistanza, nè neutralità. Specialmente in un momento così difficile e di fronte a un governo che tende a isolare la Cgil. E’ con i toni usati dal centrodestra che la politica perde significato rispetto a quelli che sono i problemi reali del Paese»

Di cosa c’è bisogno.
«Di risposte concrete. Il governo ha annunciato centinaia di volte di aver messo a disposizione 8 miliardi euro per la cassa integrazione. Ma non è stato fatto nessun atto formale per rendere disponibili quei soldi. Non c’è un lavoratore che abbia riscosso un euro»

Parliamo di sicurezza.
«E’ l’esempio di come si affronta in maniera demagogica un problema vero. In massima parte la questione sicurezza è legata all’immigrazione, soprattutto a Prato. Le amministrazioni di centrosinistra hanno firmato coi governi patti sulla legalità nei quali si prevedevano rafforzamenti degli uffici di vigilanza e controllo: Inps e Inali, tra i primi. Non è succeso nulla. E’ il governo degli annunci dove si rappresenta una realtà in maniera virtuale»

Cosa si sente di dire alla città?
_«Che credo, in definitiva, che anche di fronte a problemi enormi, siamo riusciti a governare questa fase, difficilissima per la città, a non fare degenerare problemi e a tenere sulla coesione sociale. Una parte importante del merito va anche alle amministrazioni che si sono succedute e che hanno favorito dialogo e capacità di confronto tra le parti sociali. Un esempio è il tavolo di distretto. Pensare che tutto questo possa concludersi mi spaventa. Credo che il centrodestra, che pensa di risolvere i problemi con le ronde e gli slogan, possa avere grandi difficoltà a garantire il controllo della situazione. Allora bisogna andare tutti a votare, perché la democrazia si fa nell’urna. E credo che farebbe bene alla città se le amministrazioni di centrosinistra venissero confermate».

Il Tirreno – Prato; C.O.

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