Magnolfi e i candidati Pd protestano per i treni tagliati

Il Tirreno

La politica si butta sul tema del taglio dei treni che fermano a Prato. La questione è sollevata da Alberto Magnolfi, presidente del gruppo regionale Forza Italia-Pdl, con un’interrogazione rivolta al presidente della Regione in cui definisce «grave e incomprensibile la decisione di Trenitalia di sopprimere la fermata di Prato centrale per alcuni treni ad alta velocità». Una decisione, scrive Magnolfi, che «rischia di penalizzare la nostra città ed escluderla definitivamente dai flussi turistici nazionali ed internazionali oltre a generare pesanti ripercussioni per i pendolari che quotidianamente scelgono il treno per raggiungere i più importati capoluoghi italiani. La Regione intervenga subito per sanare questo vulnus». «Risulta sinceramente difficile – prosegue Magnolfi – cogliere la ragione per la quale la stazione di Prato centrale, che movimenta annualmente oltre 4 milioni di passeggeri e serve un bacino di utenza di oltre 600.000 abitanti, debba essere completamente esclusa dalle destinazioni di un servizio importante come l’alta velocità». «Ci chiediamo infine – conclude Magnolfi – come la decisione di Trenitalia possa ritenersi compatibile con le clausole del contratto di servizio stipulato tra Regione e Trenitalia». Sulla questione intervengono anche i due candidati alle primarie del Pd. «Sono pronto ad aprire una vertenza con Trenitalia contro il taglio dei treni a grande percorrenza – attacca Paolo Abati – Il ruolo di questa città deve essere riconosciuto, sono inaccettabili gli interventi di riduzione in uno dei distretti industriali più importanti d’Italia». «Prato non può essere considerata periferia di Firenze – dice Abati – ma la terza città dell’Italia centrale e su questo bisogna ragionare. Il taglio dei treni da e per Milano e Roma rappresenta un ostacolo gratuito alla vita della città nel suo complesso: c’è il distretto, ma ci sono anche i pendolari che, quando utilizzano la stazione centrale di Prato, utilizzano un pezzo di una delle direttrici più importanti del trasporto ferroviario». Sulla stessa linea Massimo Carlesi: «Chi pone il problema di un drastico ridimensionamento del servizio ferroviario da e per la città rileva un rischio serio e chiama in causa tutti i soggetti interessati, a cominciare dal Comune, per fare pressione su Rfi e Trenitalia». Carlesi ricorda come «il problema del rapporto fra Prato e le ferrovie sia complesso, investendo tanto i collegamenti con Roma e con Milano quanto quelli a livello metropolitano e regionale, senza dimenticare la necessità di far decollare l’Interporto». E allora, «serve un impegno serio, vero ed effettivo, per la metropolitana di superficie e servono garanzie, da parte delle società ferroviarie, affinché con l’alta velocità la città non rimanga isolata», prosegue Carlesi. Nel programma che Carlesi sta mettendo a punto ci sono le prime proposte: valorizzazione della stazione centrale in vista dell’apertura della linea di alta velocità Bologna-Firenze; potenziamento della linea Firenze-Prato-Pistoia con la realizzazione delle previste fermate a Mazzone e a La Macine e degli annessi parcheggi d’interscambio; altri collegamenti con Firenze, con la realizzazione della prima linea tranviaria (Stazione Centrale-Castello-Badie-Questura).

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