«Intelligenza, non manganelli» Il sindaco uscente Marco Romagnoli “benedice” Carlesi e Gestri

«Cosa direi al prossimo sindaco? Di far capire che non esistono scorciatoie per risolvere i problemi di Prato»

Una campagna elettorale durissima. Tutta giocata sui temi dell’immigrazione. Ricorda sindaco Romagnoli, è stato lei qualche anno fa a puntare i riflettori su una questione che poi è esplosa.
«Già gli stranieri. Questo centrodestra è stato al governo nel periodo in cui in Italia è raddoppiato il numero di immigrati extracomunitari: erano un milione e mezzo, oggi, grazie alla Bossi-Fini, sono oltre tre milioni. Si presenta come quello che vuole eliminare gli immigrati mentre scarica la responsabilità sui sindaci delle città nelle quali gli immigrati si sono insediati»

Prato però è un caso unico in Italia.
«Ha delle specificità ma non è un caso unico. Enormi flussi immigratori si registrano anche nelle città governate dal centrodestra come Roma, Milano, Verona e Treviso dove i problemi sono esattamente identici a quelli che ha Prato»

Differenze nel governarli?
«Enormi. La destra l’immigrazione la contrasta a parole e nei fatti non fa nulla. La sinistra ha preso atto che è un fenomeno di portata epocale e che va gorvenato. Il tentativo è quello di raffreddare gli arrivi e sul territorio l’unico mezzo valido resta quello della politica d’integrazione nel pieno rispetto delle regole»

Politica non sempre semplice ma soprattutto costosa.
«Infatti ci vogliono soldi che invece il governo ha tagliato. Ci vogliono soldi per l’assistenza sociale, per i servizi e per evitare di far ricadere sulla popolazione tensioni ulteriori rispetto a quella già consistente che comporta una forte immigrazione»

Può quantificare tagli?
«Sì. Nella manovra finanziaria 2009 a Prato, per il patto di stabilità, sono spariti in un colpo 18 milioni di euro. E questo è avvenuto dopo anni di tagli anche nel settore del sociale: un milione e 64mila euro nel 2008, altrettanti quest’anno e la stessa cifra l’anno prossimo. Nei contributi sugli affitti invece la contrazione è di 300mila euro: la richiesta aumenta – quest’anno sono arrivate 180 domande in più – e il denaro diminuisce. Nel frattempo il Comune ha mantenuto invariate le tariffe e ha aumentato gli intereventi per il sociale e per la scuola. Siamo i primi in Toscana come impegno nel settore dell’assistenza»

Ecco, la crisi, altro tema forte della campagna elettorale. Il tavolo di distretto ha incontrato Scajola a Roma. Che vi ha detto il ministro?
«Nulla. Non l’abbiamo incontrato. Scajola non c’era. Il tavolo del distretto ha incontrato un paio di dirigenti che ci hanno ribadito che misure straordinarie per Prato non ne esitono. Pochi giorni fa, invece, il ministero dello Sviluppo ha varato il decreto che stanzia fondi per i distretti. Alla Toscana sono toccati 3 milioni e mezzo»

Pochi?
«Pochissimi. Fatte le spartizioni a Prato toccheranno poche centinaia di migliaia di euro, dipenderà dal tipo di progetto che la città riuscirà a presentare. Questa situazione mi ricorda tanto Achille Lauro. Lui almeno una scarpa la regalava. Ma loro le promettono solo e forse le daranno solo dopo il risultato elettorale che vogliono ottenere. La politica raramente ha toccato punti così bassi»

Argomento sicurezza. Berlusconi venendo a Prato ha promesso che dava incarico al ministro Maroni di fare un’indagine sugli stranieri. Ha avuto qualche notizia in merito?
«Beh fa piacere sapere che il ministro s’interesserà. Noi l’abbiamo invitato per la firma del nuovo patto sulla sicurezza. Era settembre. Abbiamo aspettato fino a ottobre poi l’abbiamo firmato senza di lui»

Vi accusano di sottovalutazione della questione sicurezza
«Ho sempre posto il problema del potenziamento delle forze dell’ordine perchè Prato ha tutti gli uffici periferici sotto organico: mi riferisco alla guardia di finanza, all’Inps, Inail, Ispettorato del lavoro. I controlli spettano a loro e in alcuni casi ad Asl e Comune»

Però lei l’esercito non l’ha voluto
«Ormai è risaputo. L’esercito serve solo a liberare quegli uomini delle forze dell’ordine che hanno il compito di sorvegliare gli obiettivi sensibili. Non serve ad altro. Allora, capisco Roma dove ci sono ministeri e ambasciate ma Prato quali siti sensibili ha? L’esercito non serve. Il fatto è che avendo ridotto drasticamente i finanziamenti al settore c’è bisogno di mettere i militari al posto di carabinieri e polizia»

Effettivamente il comparto sicurezza è stato fortemente colpito
«Sono stati eliminati tre miliardi di euro e sono stati ridotti gli effettivi in servizio. Secondo i calcoli dei sindacati di polizia la riduzione sarà nell’ordine di 40mila unità, 15 mila solo nella polizia»

E’ efficace la politica delle ordinanze sindacali?
«C’è un rischio ed è quello delle grida manzoniane. Perchè per dare forza alle ordinanze bisogna fare in modo di farle rispettare. E si torna alla questione delle forze disponibili. Bisogna sapere che il blocco delle assunzioni impedisce al Comune di incrementare il numero dei vigili urbani che a Prato sono 167 e quindi insufficienti»

Situazione difficile per il futuro sindaco, quindi?
«Non c’è dubbio. Il futuro sindaco si troverà a governare una situazione molto difficile: crisi nazionale, internazionale, aggravata a Prato da una situazione di difficoltà del tessile preesistente. Occorrerà quindi grande capacità di governo, di forte tenuta sul fronte sociale se non si vuole rischiare che la situazione precipiti»

Come a Milano con la rivolta dei cinesi o come a Padova con i magrebini?
«Bisognerebbe rifletter sul perchè quelle tensioni si sono verificate là e non qui. Probabilmente perchè a Prato siamo riusciti a stemperarle, a mantenere l’equilibrio. I problemi non si affrontano agitando il manganello. Non serve a nulla se non a fare precipitare la situazione nella conflittualità»

Che consiglio darebbe a Carlesi se salirà in palazzo del Comue?
«Di cercare di fare capire alla città la situazione e le cause che l’hanno provocata. Di far capire che purtroppo non ci sono scorciatoie, che dovremo convivere a lungo con la crisi e con gli immigrati e che per risolvere i problemi occorrerà il massimo di coesione sociale e comportamenti politici improntati all’intelligenza e alla buona volontà. Questo centrosinistra, Massimo Carlesi e Lamberto Gestri, lo possono fare»

Il Tirreno – Prato; articolo di Cristina Orsini

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