Incontro di Grignano

Al circolo Cherubini di Grignano, Massimo Carlesi ha colto l’occasione del “faccia a faccia” con Paolo Abati per ribadire gran parte dei punti della sua bozza di programma. In generale, il candidato Pd ha illustrato una doppia linea di condotta, tesa verso la stessa direzione, che dovrà tenere l’amministrazione comunale per rispondere a due ordini di problemi della città.

Lo sguardo si posa dunque su una città che nei prossimi anni dovrà reinventarsi, tanto nel tessile attraverso le imprese che vogliono ancora fare fino in fondo la sua parte che attraverso una profonda diversificazione (nanotecnologie, bioteconologie, cultura). Rientrano nel futuro di Prato, così, anche l’ex Banci in versione di polo congressuale, e non solo espositivo, e il sostegno alle aziende innovatrici o ai nuovi imprenditori, compresi quelle provenienti da fuori, attraverso i fondi di un’Agenzia per lo sviluppo che dovrà vagliare e, in caso positivo, finanziare progetti che abbiano ricaduta su Prato. Insomma, le aziende e i posti di lavoro debbono nascere qui. Al tempo stesso, l’Agenzia dovrà provvedere alla riqualificazione del personale.
Ma è solo una di tante idee, di una Prato del futuro che Massimo Carlesi s’immagina ancora al centro dell’Italia, ai piedi dell’Appennino, ben collegata col resto del Paese e d’Europa.

C‘è, dicevamo, anche un secondo ordine di problemi. Bisogna affrontare l’immediato e, in questo senso, il candidato pensa di raccimolare 1,5 / 2 milioni di euro dalla riduzione degli assessori, dei consiglieri delle partecipate e da una razionalizzazione della politica cittadinia, capace anche così di fare la sua parte, per sostenere le famiglie che a settembre si troveranno ancor più di oggi in difficoltà. Si parla allora di borse di studio per chi frequenta facoltà scientifiche – col patto di reinvestire il proprio sapere in città – o più semplicemente dell’acquisto dei libri di testo per i figli di chi è in cassa integrazione o ha perso il posto del lavoro. E ancora, il Comune come garante delle banche per permettere alle famiglie di passare il momento più difficile.

Anche sulla sicurezza e la legalità occorrono approcci diversi. Carlesi prende spunto dal “caso via Barsanti” per dire che gli interventi massicci con sirene ed elicotteri servono a poco. “Bisogna cercare e colpire che cosa ci gira intorno, bisogna coinvolgere la proprietà degli immobili”. Lo stesso, in fondo, anche per l’illegalità delle aziende, quelle cinesi e non solo. “Servono specialisti per svolgere indagini delicate, dalla polizia postale alla finanza, fino a rafforzare il personale ispettivo di Inail, Ispettorato del lavoro, Inps” e via dicendo.

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