Il Macrolotto zero diventa più “leggero”

Carlesi e Gestri presentano il progetto di riqualificazione della Chinatown

Nella tana del lupo. Alla faccia delle contestazioni, anche pesanti, che ci sono state. I candidati del centrosinistra Massimo Carlesi per il Comune e Lamberto Gestri per la Provincia, hanno presentato ieri, in via Pistoiese, al bar Scalino, cuore della Chinatown, il progetto di riqualificazione del Macrolotto zero. L’imperativo categorico è uno: alleggerire la densità dell’area.

Creando ex novo spazi pubblici, piazze, aree verdi, collegamenti ed eliminando almeno un terzo delle superfici coperte oggi esistenti. Come? In tre mosse. La prima la spiega Carlesi: «Prendiamo ad esempio la rifinizione Bata – dice – che ha chiuso in questi giorni. Sono 9.000 metri quadrati, una piazza, sui quali porremo vincoli seri, per impedire che vengano frazionati e trasformati in magazzini e capannoni». Prima mossa dunque, tutta in mano all’amministrazione pubblica, impedire passaggi di mano non governati urbanisticamente. Non si parte da zero ma dagli studi messi a punto dall’ufficio Urbanistica per la variante generale – presente all’incontro l’assessore uscente Stefano Ciuoffo – per un progetto di riqualificazione complessiva «che pezzo per pezzo – puntualizzano Carlesi e Gestri – verrà costruito insieme ai cittadini».

Le altre due mosse riguardano gli strumenti utilizzabili: perequazione – ovvero concedere ai privati una capacità edificatoria pari a quella posseduta ma in aree diverse della città – e la Società di trasformazione urbana, a maggioranza pubblica, che potrebbe acquisire aree o immobili da trasformare, per poi cedere nuovamente i diritti di edificazione ai privati. In un certo senso il Comune si troverebbe ad acquistare pezzetti della sua città.

«Si tratta di seguire l’esempio delle grandi capitali europee come Barcellona che hanno radicalmente cambiato il volto di interi quartieri abbandonati dall’industria» ha osservato il candidato sindaco. Risultato: case, giardini, alberi, servizi. E ancora: meno capannoni e più piazze, recupero delle fabbriche abbandonate, ordine. «Gli elementi sui quali costruire un progetto ci sono. Ecco perché oggi possiamo dire che siamo pronti a intervenire immediatamente» hanno detto. Carlesi ha illustrato gli interventi di riqualificazione, numeri alla mano. Gestri ha precisato che «il mondo intero va verso l’integrazione multiculturale, e questo sta accadendo anche a Prato. L’urbanistica è uno degli strumenti che abbiamo per governare bene questo fenomeno». Un ultimo appello alla Regione: «C’è bisogno del suo aiuto perché metta i nostri progetti in corsia preferenziale per ottenere finanziamenti».

Il Tirreno – Prato

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