I vertici Pd: «Sulla legge sugli immigrati dal centrodestra solo bugie»

Due milioni a Prato per l’integrazione

Il Tirreno – Prato;

L’assessore Salvadori: «La normativa riguarda gli stranieri regolari. Il tesserino sociale per i clandestini esiste già da cinque anni»

Per ristabilire la verità, per smettere, finalmente, di fare propaganda elettorale sul dramma delle persone: «Perché l’ansia da prestazione della destra, questa volta elettorale, non può farci perdere di vista chi siamo». Legge regionale sull’immigrazione, l’argomento è questo. Per ristabilire quello che è stato chiamato «un terreno di verità» si è mobilitato il gotha del pd pratese e non solo. Gianni Salvadori, assessore regionale alle Politiche sociali è arrivato al comitato elettorale Pd, “armato” di un buon numero di copie della proposta di legge. I deputati Andrea Lulli e Antonello Giacomelli erano già in attesa. Con loro Fabrizio Mattei, consigliere regionale e responsabile della campagna elettorale, la segretaria Benedetta Squittieri, Ambra Giorgi, anche lei consigliere regionale e il candidato alla presidenza della Provincia Lamberto Gestri (assente giustificato Massimo Carlesi).

«Premessa, per sgombrare il campo da ogni e qualsiasi falsità e bugia detta in questi giorni dal centrodestra – attacca Mattei – La legge regionale sull’immigrazione è fatta per gli immigrati regolari, come chiaramente si legge nell’articolo 2 della normative (il testo di legge riportato nel box a fianco ndr)». Il Tsp, il tesserino sociale, che garantisce i servizi di base – sanità e assistenza sociale – anche agli irregolari «e che ha fatto gridare al centrodestra che la Toscana diventerà l’Eldorado dei clandestini – puntualizza Salvadori – esiste dal 2005 ed è stato istituito con una legge regionale varata il 24 febbraio e non mi pare che la nostra regione, in questi ultimi cinque anni, abbia subìto assalti particolari».

L’articolo 18 della nuova legge, per il quale manca ancora il piano di indirizzo, che allarga alle persone senza il permesso di soggiorno “gli interventi socioassistenziali urgenti” – altro punto che ha fatto gridare allo scandalo il centrodestra – è così spiegato da Salvadori: «Riguarda il rischio della vita, per fame o per freddo. La legge regionale consente di intervenire dando da mangiare o mettendo un tetto sopra la testa alle persone che ne sono sprovviste e per il tempo necessario a superare l’emergenza. Sono norme che stabiliscono il primato della vita sulla morte ma che evidentemente il centrodestra, nella sua barbarie, stravolge facendo una battaglia per la morte e non per la vita.

Stuzzicano le paure della gente senza prendere un provvedimento vero, è un gioco rischiosissimo». Due le finalità della legge, secondo Salvadori: «Dare criteri su come governare il fenomeno dell’immigrazione puntando all’integrazione ma soprattutto dare strumenti». Sono due i milioni di euro che la Regiona metterà a disposizione «visto che il governo ha completamente azzerato i fondi per integrazione e sanità». «Soldi che mi impegno – ha proseguito Salvadori – a dare a Prato che ha la comunità immigrata più vasta della Toscana».

Durissimo anche Lulli sul centrodestra: «Sono dei mentitori irresponsabili». Ha puntualizzato – numeri alla mano – che l’aumento indiscrimato dei clandestini è avvenuto «negli ultimi otto anni dei quali 6 governati dal centrodestra e qualcuno ne dovrà pur rispondere», ha sottolineato il rischio di una legge (il decreto Maroni ndr) che trasforma in reato la clandestinità e l’assenza in questi anni – contro tante chiacchiere – di un «provvedimento concreto di governo del fenomeno (nessun patto bilaterle stipulato in questo anno e mezzo)» a fronte di iniziative «che invece favoriscono l’economia illegale. Strumentalizzano – ha aggiunto Lulli – il rapporto tra cittadini e immigrati e giocano sulla pelle della sicurezza e della convivenza civile».

Lulli ha concluso chiedendosi come «l’Udc che ha votato contro il decreto Maroni assieme all’opposizione possa appoggiare le politiche del centrodestra». E’ stato Giacomelli invece a ribadire, in riferimento al decreto, come «pur in una situazione difficile come quella sull’immigrazione, non si debba dimenticare quali siano i nostri valori. E’ la prima volta – ha continuato Giacomelli – che la situazione di una persona e non un fatto, un’azione, diventa reato. E’ criminale, inaccettabile e pericoloso quale che sia convenienza elettorale».

Articolo di Cri. Or.

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