Franceschini: «Macché veline pensiamo alla crisi»

Il segretario Pd firma una mozione per aiutare il distretto tessile

Il Tirreno – Prato:

«Non chiedetemi delle veline… Berlusconi offre molte occasioni di distrazione e di svago. Ma l’Italia non è un giornale di gossip, nè il Grande Fratello, nè Dinasty». Eccole le prime parole di Dario Franceschini pronunciate all’orditura Gt2000 nel Macrolotto 2. E sono state proprio le difficoltà delle aziende, dei precari, di coloro che un lavoro non ce l’hanno il leit motiv della visita del segretario del Pd nella città tessile. Ospite prima del presidente dei tessili di Confartigianato, poi della Santo Stefano di Renato Cecchi, ha firmato una mozione con i provvedimenti necessari per superare la crisi.

Accompagnato dalla segretaria del Pd Benedetta Squittieri, dai parlamentari Antonello Giacomelli e Andrea Lulli, dal governatore Claudio Martini e dai candidati a sindaco e presidente della Provincia Massimo Carlesi e Lamberto Gestri, Franceschini ha visitato le due aziende per poi raggiungere Firenze e Pistoia.
«E’ necessario – ha detto ai giornalisti – che accendiate i riflettori su quello che realmente sta succedendo in Italia e sui reali desideri dei nostri cittadini che fanno proposte, come la mozione che firmeremo qui, per aiutare il sistema della piccola e media impresa. Prato è stato ed è un simbolo dello sviluppo del manifatturiero, ed è stato e rischia di continuare ad essere il simbolo della crisi».

«L’Italia – ha aggiunto Franceschini – è un paese di persone che vogliono uscire dalla crisi, crisi che c’è ancora, che durerà del tempo. Ma gli italiani sono gente responsabile, che nei momenti di difficoltà sa rimboccarsi le maniche, e se lavoreremo come in una comunità in cui ognuno fa la propria parte, se non metteremo le imprese contro i lavoratori, ma se sentiremo di avere una missione, usciremo dalla crisi prima degli altri paesi».

«Ci sono tutte le condizioni per uscire da questa crisi. Crisi che c’è ancora. Ma in Italia c’è un’anomalia: mentre in tutti i paesi i capi di governo hanno onestamente messo in campo la durezza della crisi perchè l’opinione pubblica ne fosse consapevole e ciascuno facesse la propria parte, da noi la linea del premier e del ministro Tremonti è stata di negare e nascondere la crisi. E’ una cosa surreale ed è una vergogna che una classe dirigente, dopo averla negata, dica che la crisi è alle spalle».

Frasi pronunciate dopo aver ascoltato il padrone di casa, Andrea Belli, che ha insistito sul fatto che Prato ce la farà se sarà aiutato a superare questo momento. Ma anche Ruggiero Di Giacomo, un operaio che ha raccontato la sua storia con la mobilità che scadrà tra due mesi e la pensione che non arriverà prima di due anni, il sindacalista Uil Qamil Zejnati che ha parlato della condizione degli stranieri in questo momento di crisi, il presidente dei commercianti Giuseppe Nardini, Ingrid Grosso che ha puntato la luce sulla situazione dei precari, l’artigiano Massimo Melani, il sindaco Marco Romagnoli e il presidente della Provincia Massimo Logli.
E, prima di tutti, la segretaria del Pd Benedetta Squittieri che ha esordito l’esigenza di partire «dall’odore del filato, da questa Prato che ogni giorno combatte». Poi l’incontro con Renato Cecchi alla Santo Stefano e il pranzo, nella mensa della rifinizione.

Cosa ne pensi?

  1. francesco » 3 May 2009, 23:43 · #

    Penso che Franceschini faccia bene ad incontrare ed ascoltare le persone…anche se sotto elezioni lo fanno un po’ tutti. Ho sempre votato a sinistra, e sinceramente la mia adesione alle idee e alle aspirazioni che da sempre ho riconosciuto ad essa si è ultimamente un po’ affievolita…ma insomma, Prato sconterà anche la crisi economica internazionale, ma certo che negli ultimi anni si è fatto davvero poco per cercare di invertire la rotta…e non è che a Prato governasse il Partito della Libertà….Serve un segno di discontinuità verso un vecchio modo di fare politica che crea voltastomaco nei cittadini…Serve un sentire comune più profondo, che non resti nelle parole ma che si trasformi in proposte concrete…Serve qualcosa che rimetta in moto la città e la sottragga alla rassegnazione dove sembra essere precipitata….che ci renda di nuovo capaci di immaginare un futuro.

  2. Emanuele Ferrara » 4 May 2009, 12:20 · #

    Noi democratici, abbiamo il dovere di costruire un Partito vero, che sia laico, custode fedele della costituzione,antifascista, etico, e leale interprete dei veri bisogni delle persone, ma soprattutto garante dei grandi valori di libertà e di democrazia nati dalla resistenza.Oggi il PD ha bisogno di uomini e di donne che sappiano parlare al cuore della gente e soprattutto che sappiano combattere con grande determinazione le idee dell’avversario. Noi democratici dobbiamo avere il coraggio di fare delle scelte ben precise e se qualcuno non si riconosce in queste scelte, se ne prenda atto, perchè il tempo delle tattiche è ormai scaduto, ora si apre il tempo delle scelte. Per me il problema non è l’età anagrafica, ma la capacità di parlare al cuore delle persone, risvegliando in loro la parte migliore.

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