Eventi per un anno intero nel segno di Francesco Datini

Un intero anno, il 2010, dedicato a Francesco di Marco Datini, del quale ricorrerà il 600° anniversario dalla scomparsa. Sarà l’inizio, secondo il candidato sindaco del centrosinistra, Massimo Carlesi, del vero e proprio lancio di Prato, del suo nome e della sua immagine nel mondo. «È un dato di fatto che, in questo periodo di crisi, dal turismo e dal ritorno d’immagine della città potranno provenire tanto risorse economiche quanto mezzi e formule per promuovere i prodotti pratesi a livello nazionale e internazionale», osserva Carlesi.

L’idea di un Anno Datiniano «nasce dal confronto e dai contatti che ho in corso con diverse figure di rilievo del panorama culturale ed economico cittadino e italiano», aggiunge il candidato sindaco. Sta di fatto che proprio nel segno di Datini potrà debuttare «quel “cartellone d’iniziative” culturali, di eventi, di spettacoli, di mostre capace di durare un anno intero e del quale hanno estremo bisogno una città e una provincia, che già dimostrano di saper dar vita a eventi di rilievo internazionale come nel caso della prestigiosa collaborazione con l’Ermitage di San Pietroburgo». «Senza far concorrenza a Firenze ma cogliendo in pieno l’opportunità unica di essere una città d’arte in Toscana – prosegue Carlesi – Prato può seriamente pensare a uno sviluppo turistico reale. C‘è però bisogno di un “cartellone” di eventi capace di rendere attraente la città per 365 giorni all’anno».

Ma come sarà l’Anno Datiniano? Il candidato sindaco, che è già al lavoro, pensa di invitare, una volta eletto, «tutte le istituzioni cittadine che legano il loro nome e la loro storia a Datini così come le categorie economiche, la diocesi, gli studiosi, i teatri, i musei, la Provincia e la Regione» e altri. Della “partita” saranno dunque l’Archivio di Stato, l’Istituto internazionale di Storia economica, l’Istituto professionale Datini, la Casa Pia dei Ceppi».

«Sarà un “Anno Datiniano” di rilevanza internazionale, con una mostra di pittura sui mercanti del passato, oltre ad altre, con un’offerta gastronomica (nei ristoranti cittadini e in giornate a tema) sulle ricette dell’epoca, pure presenti negli archivi del mercante pratese, con spettacoli teatrali, musica, convegni ai quali invitare ospiti da tutto il mondo. Ciò valorizzando al massimo le città, come Avignone e Valencia, che hanno visto attivo lo stesso Datini e l’intero bacino del Mediterraneo», riassume in breve Carlesi.

Lo sforzo è, per farla breve, quello di riassumere in un lungo anno di celebrazione momenti diversi, che comprendano arte, storia, cultura, gastronomia, con uno sguardo al difficile presente.

Massimo Carlesi, infatti, pensa che Prato, oltre che una città dal forte richiamo sui turisti, possa in definitiva trasformarsi, nel segno di chi “rivoluzionò” l’economia e la finanza del Trecento, in un centro nel quale economisti, filosofi, religiosi di diverse confessioni, politici, organizzazioni ufficiali e non governative potranno confrontarsi sulle nuove regole che la finanza e il commercio del mondo globalizzato richiedono a gran voce.

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