D'Alema «Prato si salverà, ma andate a votare!»

D’Alema: «Noi possiamo aiutare la città»

La Nazione – Prato;

E’ arrivato in piazza San Francesco intorno alle 17,30, puntualissimo. Ha imboccato il corso e si è fermato a prendere un caffè, poi ha raggiunto piazza del Comune e lì ha incrociato una sostenitrice di Roberto Cenni che gli ha messo in mano un volantino. Lui l’ha preso, senza battere ciglio. Poi ha imboccato via Guasti stringendo mani e visitando, in via Muzzi, il negozio «Soraya» di Susanna Ciardi, che lo accolto con gli occhi vivi di gioia: «Lei ha realizzato un sogno». Lui allora ha approffitato del cestino del negozio «per buttare della propaganda sgradita».

Al comitato elettorale del centrosinistra invece ha comprato due biglietti della lotteria di Massimo Carlesi. Siccome ha pagato con un biglietto da venti e nessuno aveva il resto, c’è chi ha provato, senza riuscirci, a dargliene altri due. Lui è stato al gioco: «Il 3 giugno sarò a Napoli, ma telefonerò a Bersani (che invece sarà a Prato) per sapere se ho vinto».

Basterebbero queste pillole della giornata pratese di Massimo D’Alema per capire con quale spirito l’ex premier ha cercato di motivare il popolo del centrosinistra, incontrato in piazza del Duomo per il comizio e la cena, in queste ultime battute della campagna elettorale dei candidati, a partire da Massimo Carlesi e Lamberto Gestri (oggi alle 18 saranno ai giardini delle Badie per un incontro sull’urbanistica con l’assessore regionale Riccardo Conti).

Sul palco D’Alema ha dato il meglio, parlando quasi un’ora davanti a 600/700 persone aiutato anche dal leggero vento che ha mitigato il caldo. Introdotto dalla leader provinciale Benedetta Squittieri e dai candidati, ha attaccato subito Berlusconi e il suo governo: «Il presidente del consiglio farebbe bene a venire in Toscana, così imparerebbe come si governa», è stata la prima battuta. Poi ha aggiunto che il premier «ha detto agli italiani di stare allegri e lui di certo lo è stato…», definendolo anche «refrattario alle leggi».

Soprattutto D’Alema ha cercato di scuotere gli elettori. Significativo il richiamo alle urne: «Non avrà nessuna ragione chi resterà a casa, ora serve la passione». Incisivo l’appello a resistere: «Il centrodestra vede Prato come l’anello debole di una catena che si può spezzare, sta a voi difenderla e fare in modo che il 6 e il 7 giugno ci sia una svolta. Il clima sta cambiando, non possono penetrare in Toscana». Una speranza che D’Alema ha cercato di trasmettere: «Io non sono pessimista, Prato ce la può fare ma con una classe dirigente lungimirante capace di guidare il processo di riconversione. Bisogna rinnovare le amministrazioni democratiche, che rappresentano un tessuto necessario al rilancio».

D’Alema ha definito poi la legge di Martini sugli stranieri «una prova di civiltà che combatterà l’immigrazione clandestina» e le polemiche del centrodestra «indecenti», ribadendo che il Pd «è per l’ordine e il rispetto delle leggi, che non ci devono essere zone off limits», ma anche che «uno straniero accolto nel rispetto dei suoi diritti sarà anche un cittadino migliore». L’ex premier però ha avvertito Prato che l’immigrazione non si può fermare e che la vera sfida «è governarla, ma non come fa la destra becera e regressiva». La Cina, invece, «oggi crea problemi ma sarà un’opportunità». E la crisi? «Si esce solo con il lavoro e la redistribuzione della ricchezza». Prato, ha aggiunto D’Alema, «ora è una frontiera», da difendere senza chiudersi e nel rispetto della legge. E’ così, ha chiuso, «che noi torneremo a vincere». Applausi.

articolo di Leonardo Biagiotti

Cosa ne pensi?

  1. Emanuele Ferrara » 28 May 2009, 13:16 · #

    Avrà fatto anche qualche errore Massimo D’Alema nella sua vita politica,come la bicamerale o aver fatto eleggere nel Mugello Antonio Di Pietro, ma bisogna pur ammettere con grande onestà che nel panorama politico italiano egli rappresenta ancora oggi,un punto di riferimento assolutamente importante. Sempre acuto nell’analisi, convincente e graffiante nel linguaggio,autorevole e preparato, profondo conoscitore della politica nazionale e mondiale, D’Alema è attualmente uno dei più grandi uomini politici del Paese, un autentico Statista, ma questo non lo dico io che gli rimprovero anche qualche passo falso,ma lo dicono molti osservatori sia all’estero come in Italia. L’ho ascoltato l’altra sera a Piazza Duomo, è stato geniale soprattutto quando ha analizzato la “questione immigrati”, con un respiro, una lucidità, una preparazione, rara a sentirsi. Egli si è costruito un ruolo nel PD, un punto di riferimento, che molti faranno bene a seguire, se vogliamo davvero costruire qualcosa di importante per questo Paese.

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