«Cenni e Attucci paravento della destra»

Giorgi e Mannocci rispondono al Pdl: «Candidati scelti con un’operazione di marketing e non con la democrazia»

«Cenni e Attucci paravento della destra»

La campagna elettorale entra nella fase “calda”, Pd all’attacco

Giorgi e Mannocci rispondono al Pdl: «Candidati scelti con un’operazione di marketing e non con la democrazia»

Il Tirreno – Prato.
Inizia la battaglia ma per interposta persona. E la campagna elettorale entra nella fase “calda”. Se i quattro candidati di centrosinistra e centrodestra restano sul terreno del “politicamente corretto”, ci pensano i rispettivi big “a sporcarsi le mani”. Dopo l’affondo di Riccardo Mazzoni e Alberto Magnolfi, durante la presentazione della candidata Pdl alla Provincia, Cristina Attucci, l’inedita coppia Ambra Giorgi, consigliere regionale, e Daniele Mannocci, presidente del consiglio comunale, rispondono e con gli interessi.

«I pratesi non hanno bisogno di pacchi regalo ma di risposte alla crisi e di progetti per il futuro – dicono Giorgi e Mannocci – Il Pdl sbandierando la parola d’ordine del cambiamento e della modernità sta ingannando gli elettori». «Quale novità rappresentano Cenni e Attucci? – chiedono – Sono il paravento elegante e presentabile di una destra che vuol farsi credere diversa da quello che è e non ha il coraggio di metterci la faccia. Cenni e Attucci sono stati scelti da pochi notabili secondo criteri di selezione che hanno più a che fare con il marketing che con la democrazia; i nostri candidati vengono da un confronto vero tra gli elettori».

E ancora: «Da una parte un candidato alla poltrona di primo cittadino che ci presenta la scena idilliaca di un battitore libero che sogna in mezzo ai maggiorenti di un partito, temporaneamente zittiti dalle esigenze elettorali; dall’altra una candidata alla Provincia, che sventolando la bandiera della giovinezza si mostra sotto l’ala protettiva di Alberto Magnolfi, uno che quando lei è nata già faceva il bello e il cattivo tempo sulla scena politica pratese e regionale».

Secondo Mannocci e Giorgi «sono le risposte ai problemi della gente la discriminante di un progetto di governo della città e della provincia, e le risposte, come qualcuno vuol fare credere, non sono tutte uguali. Cosa si possono attendere i pratesi da candidati espressi da forze di un governo che dopo mesi non è stato capace di dare risposte alle richieste di intervento del distretto tessile?» E concludono: «Ci vogliono far credere di essere portatori di innovazione e modernità, ma noi non ci fidiamo. Perché il cambiamento di una società comincia dagli investimenti e non dai tagli su ricerca e scuola. In tempo di crisi questo Governo ha messo in ginocchio i Comuni sul fronte dei servizi alle famiglie. Non è certo una buona buona premessa alla società che vogliamo per il futuro dei nostri figli».

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