Carlesi scuote la città dal torpore

Il Tirreno

PRATO. La passione e l’entusiasmo di Massimo Carlesi appaiono contagiose: la gente che lo sostiene nella sua candidatura a sindaco per le primarie del Pd, ascolta le sue parole con l’aria di chi, finalmente, ha modo di respirare una boccata d’aria fresca. A prescindere dai risultati delle primarie si ha l’impressione che il Partito democratico pratese non possa che trarre giovamento dalla competizione Abati-Carlesi. La voglia di cambiamento si tocca con mano.
 E’ questa l’impressione che si riceve ascoltando le sue parole durante la sua prima uscita pubblica da candidato al Giardino del thè in piazza Mercatale nei locali che, qualche centinaio di anni fa, videro sbocciare l’amore fra Filippo Lippi e Letizia Buti. «Se andrà bene, sarò il candidato a sindaco, altrimenti tornerò a fare il mio lavoro di direttore di banca – afferma Carlesi -, continuando ad occuparmi però di politica. Tutto dipende da voi – dice rivolto ai suoi simpatizzanti – e dal voto del 15 febbraio. Di sicuro non inseguirò poltrone in giunte o in enti». Scrosciano gli applausi.
 Tanti volti nuovi, ma anche facce note: c’è Ambra Giorgi, consigliere regionale, c’è l’assessore Fabio Giovagnoli, c’è ex l’ex assessore Rita Frosini. Ci sono Ennio Saccenti, Giuseppe Maddaluno, Claudio Martini, l’ex assessore Manuela Bruscia, l’assessore provinciale Paola Giugni. Tutta gente che ha scelto di scommettere sul ritorno di Massimo Carlesi.
Di che cosa abbia bisogno la città Carlesi non ha dubbi esordendo con la lettura dell’articolo 1 della Costituzione Italiana: il lavoro.
Accompagnato dalla partecipazione. Le parole di Carlesi suonano come musica nelle orecchie della platea amica: «La politica, come la concepisco io, deve essere un servizio rivolto alla collettività. Non c’è spazio per poltrone, privilegi, incarichi. Io lavoro e continuerò a lavorare. E come tutti quelli che credono in questa mia avventura».
 Ricette toccasana per risollevare l’economia cittadina, naturalmente, Carlesi non ne ha. Anche lui batte il testo sull’innovazione e sulla ricerca, lanciando però l’idea della nascita di un’agenzia per lo sviluppo destinata a dare impulso a chi crede nell’impresa. «Oggi le banche difficilmente ti aiutano – afferma Carlesi, che come direttore di banca ne sa qualcosa – perché hanno mille remore nel fare affidamenti. Occorre invece creare una struttura che venga in aiuto degli imprenditori coraggiosi che intendono investire e creare occupazione». Le difficoltà di Prato sono presenti: «Bisogna fornire risposte concrete alle famiglie che si trovano senza lavoro: serve un intervento straordinario dello Stato».
 Anche Carlesi tocca i temi scontati di illegalità e sicurezza. «La lotta all’illegalità è prioritaria: non può esistere una zona franca. I cittadini stranieri devono rispettare le nostre leggi. Occorre però che le forze dell’ordine e gli enti interessati (Inail, Inps, ispettorato del lavoro, Arpat) siano dotati degli organici adeguati. L’esercito non ci serve: non siamo il Bronx: non ci sono sparatorie per strada».
 Più spazio ai cittadini. E’ un tasto sul quale batte spesso Carlesi: chi vive nelle frazioni va ascoltato di più, le circoscrizioni devono riscoprire il loro ruolo, le associazioni di volontariato e le società sportive devono avere maggiore considerazione. Carlesi chiude con l’appello a chi amministra oggi: «Non buttiamo via questi mesi, diamo modo alla città di reagire alla crisi».
Giovanni Ciattini

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