Bersani a Prato; «Vicini ad operai e aziende»

Pd, scende in campo Bersani Stamani visita in alcune manifatture cittadine

Il Tirreno – Prato;

Distretto, crisi, prospettive di rilancio, accesso al credito, aiuti concreti alle famiglie in difficoltà. Oggi il Pd punta nuovamente l’attenzione su operai e imprenditori con Pierluigi Bersani, responsabile economia del partito che sarà a Prato dalle nove per un incontro con le aziende e i lavoratori. Con lui il candidato a sindaco Massimo Carlesi, il candidato per la presidenza della Provincia Lamberto Gestri e il parlamentare Andrea Lulli.

«La presenza di Bersani dimostra una volta di più come il Pd continui ad impegnarsi sulla questione del lavoro. L’obiettivo è ridare slancio al futuro del distretto. La priorità è convincere le banche a credere nei lavoratori pratesi, quelli che hanno pagato il prezzo più alto in questa crisi” sottolinea Lulli. Il parlamentare pratese accompagnerà Bersani nella cooperativa Cellini in via Guido Guinizzelli e successivamente in alcune manifatture cittadine.

Ieri, intanto, Carlesi ha ricevuto la visita al comitato elettorale di via Muzzi della delegazione del Partito liberale. «I liberali hanno scelto l’autonomia dai principali schieramenti e possono scegliere in tutta tranquillità l’alleanza nella quale stare in occasione delle elezioni amministrative»: è stata questa, in sintesi, la premessa del segretario nazionale del Pli, Stefano De Luca.

I liberali hanno dato vita a una lista comune, con «Insieme per Prato», e fanno parte a pieno titolo della coalizione che sostiene il candidato del centrosinistra. «È la scelta più confacente alle necessità di un territorio come quello pratese – ha osservato De Luca – La nostra alleanza col centrosinistra ha un significato molto preciso: non possiamo avallare una linea politica che ritengo barbarica, visti il disinteresse reale del governo per i problemi drammatici dei distretti industriali e la difesa effettiva, da parte del centrodestra, di coloro che hanno deciso di chiudere le aziende per affittare i capannoni ai cinesi».

A proposito di controllo dell’illegalità nelle aziende, straniere o no, e della sicurezza, De Luca ha precisato che «la risposta non sono le ronde che ricordano le milizie armate del fascismo e quelle di quei partigiani che non vollero deporre le armi alla fine della guerra. Lo Stato deve fare la sua parte, perché allo Stato è affidato questo compito».

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