Assemblea Pd

La Nazione

L’IPOTESI è questa: per partecipare alle primarie di coalizione i candidati non del Pd dovranno raccogliere fra gli elettori, probabilmente fra il 15 e il 22 febbraio, un minimo di 400 firme e un massimo di 700. La proposta sarà discussa stamani, nell’attesa assemblea del partito che finalmente si riunirà a Tobbiana, anche per ratificare il quadro delle candidature democratiche.
Per ora gli sfidanti sono cinque: tre per il ruolo di candidato sindaco e due per la presidenza della Provincia. Il Pd mette in campo per il Comune Paolo Abati e Massimo Carlesi, e Lamberto Gestri per la Provincia. La Sinistra — cioé Verdi, Pdci, Sinistra democratica e i «vendoliani» di Rifondazione — schiera Michele Mezzacappa e Alessio Nincheri, ma non ha ancora deciso quale dei due sfiderà Abati e Carlesi, e chi Gestri. L’Italia dei valori sosterrà i candidati del Pd. Appare invece in salita un’alleanza con i Socialisti (alcuni di loro si sono già apertamente schierati con Aldo Milone e la sua lista Prato libera & sicura) e non è chiaro cosa farà Massimo Taiti con la sua lista civica.
Il problema da risolvere sono però le firme di Carlesi. Il regolamento del Pd prevede che gli iscritti al partito che intendano partecipare alle primarie di coalizione debbano raccogliere le firme di almeno il 35% dell’assemblea (se fossero state primarie di partito sarebbe bastato il 10%). E l’ex assessore al traffico per il momento il quorum non ce l’ha. Abati è ben oltre il sostegno di metà assemblea, quindi in teoria i margini numerici perché anche lo sfidante arrivi al fatidico 35% ci sono. Nell’ultima assise del partito fu lo stesso Abati a sostenere che Carlesi doveva correre, anche senza il 35%. Ma da Roma arrivano indicazioni chiare: il regolamento va rispettato (a Firenze sta succendendo un terremoto, su firme, quorum e primarie…). Forse già oggi si cercherà una soluzione e sarà ufficializzata anche la data del voto, cioé il 15 febbraio.

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