Aiuti alle famiglie, tessile e legalità. Cenni dica da che parte sta

«Dobbiamo agire presto prima che il sentimento di paura nel futuro, oggi diffuso in città, ci blocchi tutti, scoraggiando la voglia di investire sul territorio. Occorre dare risposte subito e in tempi brevi ai cittadini, rimotivando coloro che sono tentati di non andare a votare. Queste persone si aspettano di essere cercate e contattate dal partito per le prossime elezioni. Per questo d’ora in avanti si faranno meno riunioni al chiuso, uscendo dalle sedi del partito per andare a incontrare la gente».

E sulla crisi del distretto, Carlesi ha ricordato che «ci sono capitali pratesi congelati nelle banche perché gli imprenditori hanno paura a investire. Dobbiamo riuscire a offrir loro stimoli ma anche pretendere un reale interesse per la città che, poi, è quello per il loro stesso futuro».

Sul versante della legalità e del rispetto delle regole ha denunciato ancora «le responsabilità del Governo su Prato, con la cronica carenza di organici nel personale di forze dell’ordine, ispettorato del lavoro, Inps e Inail».

Infine, un invito all’avversario Cenni, candidato del centrodestra: «Deve dire una volta per tutti se vuole l’emersione delle ditte cinesi. Tra i suoi sostenitori ci sono imprenditori che affittano capannoni agli orientali. Forse a qualcuno interessa che i controlli sulle aziende fuori regola non vengano fatti? Non si può fare una politica buonista, ma bisogna dichiarare apertamente da che parte si sta. Se si sta con chi permette tutto o se si sta con chi, come la Lega, propone strumentalmente di far tabula rasa».

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