Accuse insensate per le locandine

Comunicato Ufficio Stampa Massimo Carlesi

Circola in queste ore un’email nella quale si contesta l’affissione di locandine del candidato Massimo Carlesi sui mezzi della Cap. Si parla addirittura di scandalo, ignorando che cosa per scandalo intendono i dizionari più accreditati. La forma sconclusionata, l’indirizzo email di provenienza (Roberto Cenni, al quale non viene certo reso un buon servizio) e il corredo fotografico che di fatto smentisce il testo sembrano tradire più l’azione di qualche pasdaran dai sentimenti di destra che non un qualcosa di serio.

Di fatto, gli autori si qualificano come “candidate del Pdl alla Circoscrizione-Sud Marras e Brogi” e “chiedono con quale diritto il Carlesi si permette di riempire le lam di volantini che pubblicizzano la sua candidatura”, aggiungendo che “forse gli è sfuggito che non è più assessore alla mobilità”. L’email ha molte probabilità d’essere un “falso”. Tuttavia precisiamo:

  1. La campagna pubblicitaria non è un volantinaggio ma una normale affissione di locandine (vedi lo spago per appendere le locandine stesse che appare nelle foto a corredo dell’email).
  2. La campagna è già stata pagata alla concessionaria di pubblicità della Cap.
  3. Da che il mondo viaggia, non è vietata la pubblicità sui mezzi di trasporto e da che la pubblicità esiste ognuno è libero di valutarne i contenuti.
  4. Le sedicenti candidate Pdl hanno uno strano modo di concepire la politica e l’occupazione di spazi pubblici, visto che, a quanto scrivono, se Carlesi fosse stato ancora assessore non avrebbero avuto da ridire.

Nessuno scandalo, insomma. Solo oscenità, nella forma, nei metodi e nella sostanza di un’email che, se non è una bufala, ben rivela quanto siano radicati astio, intolleranza e cattiva politica in molti – non tutti per fortuna – che si dispongono diligentemente, secondo i dettami del capo nazionale, sulla corsia più a destra.

Ufficio stampa di Carlesi

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