Abati e Carlesi contro le ferrovie

La Nazione

I due candidati del Pd alle primarie del 15 febbraio, entrambi per il Comune, rilanciano un tema caldo, promettendo impegno per convincere Trenitalia a non tagliare fuori Prato dal grande traffico nazionale. Abati si dice pronto ad aprire una vertenza «perché non è possibile neppure immaginare che Prato possa diventare una realtà marginale», mentre per Carlesi, «impedire collegamenti ferroviari rapidi ed efficienti in un momento di crisi, anche e soprattutto per i passeggeri, significherebbe togliere a Prato una risorsa».
Poi ancora: «Prato non può essere considerata periferia di Firenze — riprende Abati — né è possibile sostenere le difficoltà pensando a quello che sarà con l’Alta velocità. C’è un problema oggi e va risolto in tempi rapidi». Secondo lui il taglio dei treni da e per Milano e Roma rappresenta un ostacolo gratuito: «Occorre trovare un giusto equilibrio, uno sforzo che ritengo possibile — aggiunge —. L’impegno c’è e la Regione ha fatto molto con l’introduzione di Memorario, ma occorre andare oltre». Ricordando «la necessità di far decollare l’Interporto», Carlesi chiede invece «un impegno serio per la metropolitana di superficie» e lancia alcune proposte per evitare l’isolamento: «Con l’Alta velocità sarà importante valorizzare la stazione e salvaguardare alcuni collegamenti diretti con Roma e Milano. Inoltre va potenziato il sistema verso Firenze, Pistoia e la costa tirrenica insieme ai collegamenti con Bologna. Vanno poi realizzate le fermate a Mazzone e a La Macine ed è urgente sviluppare il sistema di trasporto pubblico locale con la realizzazione della prima linea del tram».

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