"Prato non deve chiudere"

I candidati del centrosinistra, Massimo Carlesi per il Comune e Lamberto Gestri per la Provincia, aderiscono alla mobilitazione del distretto pratese e prenderanno parte al corteo di sabato 28, dietro lo slogan “Prato non deve chiudere”.
In una dichiarazione congiunta, le ragioni della loro adesione.

«Di fronte a una crisi che viene da lontano e che l’attuale scenario internazionale ha purtroppo acuito – spiegano – è il momento della massima unità delle forze e di tutte le persone che hanno davvero a cuore le sorti del distretto, della provincia e della città. Soltanto insieme possiamo individuare e rendere efficaci gli strumenti per arginare gli effetti della crisi e per preparare il rilancio di Prato. La nostra non è un’adesione formale o di maniera. Vogliamo continuare ad ascoltare tutte le voci e a confrontare le nostre proposte con le categorie e con i cittadini, di qui all’appuntamento elettorale di giugno e durante i prossimi mandati amministrativi. La gravità della situazione – continuano – è sotto gli occhi di tutti e in ballo non c‘è soltanto il futuro di un distretto produttivo. Siamo certi che i pratesi sapranno mantenere la coesione sociale e la loro capacità d’apertura al nuovo, proprio perché guidati da un’unità d’intenti».
Gestri e Carlesi, che già in vista delle elezioni primarie del centrosinistra hanno avanzato le loro prime proposte per affrontare il momento e per “disegnare” il futuro di Prato, vedono nella campagna elettorale un’occasione per delineare ancora meglio modi e strumenti per fronteggiare le difficoltà attuali e per creare i presupposti di un nuovo sviluppo dell’intero distretto.
«Dobbiamo tenere ben presenti due aspetti che non sono in contraddizione – spiega Carlesi – Da un lato è necessario salvaguardare l’intera filiera tessile, che potrà essere una risorsa in più, capace di caratterizzare Prato rispetto alle altre realtà tessili mondiali. Al tempo stesso, occorre premere sul tasto dell’innovazione e della diversificazione, incoraggiando e sostenendo chi fa realmente ricerca e cercando di portare a Prato menti e idee nuove». In tal senso, il candidato sindaco sta già prendendo contatti con ricercatori e studiosi, «italiani e no», con i quali confrontarsi nella stesura del programma elettorale.
«Il distretto e le sue istituzioni, Provincia e Comuni, hanno dimostrato una coraggiosa tenacia nel resistere alle difficoltà della crisi – ha sottolineato il candidato alla presidenza della Provincia – dimostrando compattezza, coesione e grande capacità di reagire. La prossima mossa spetta al Governo: non può lasciare inascoltate le nostre richieste. Da soli stiamo facendo moltissimo, ma non possiamo fare tutto, e abbiamo bisogno di risposte concrete subito». Poi precisa: «L’unica strada per far sentire la nostra voce è rimanere uniti: in questa direzione continueremo a lavorare, per il distretto e tutto il territorio della Provincia di Prato».

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