«Meno politica per aiutare 500 famiglie»

Il Tirreno

PRATO. Altro che demagogia. La riduzione dei costi della politica permetterebbe al Comune di aiutare con 2000 euro all’anno 500 famiglie in difficoltà fra bollette e affitti. Parola di un Massimo Carlesi concentrato sui problemi di oggi e capace di far di conto. Ma anche di disegnare le premesse d’un futuro migliore, proponendo scelte nette, e di restare concreto quando, in più occasioni, una sua frase suscita l’effetto applauso scrosciante. Tutto in due ore, all’Art Hotel, alla presentazione del programma elettorale del candidato sindaco, uno dei due espressi dal Pd. In platea anche la segretaria del partito, Benedetta Squittieri.

È il segno d’un riconoscimento politico, benché non sia Carlesi l’uomo dell’apparato. Sta di fatto che in 300, molti dei quali iscritti al partito e in qualche caso con un ruolo nelle istituzioni e nello stesso Pd, non hanno mancato l’appuntamento. Risultato. Sala strapiena, con persone poggiate al muro e membri del Comitato elettorale indaffaratissimi.

La parola d’ordine, fra i sostenitori di Massimo Carlesi, è darsi da fare: raccogliere fondi per una campagna autofinanziata, raccogliere firme di cittadini a ulteriore sostegno della candidatura, distribuire l’elenco dei seggi dove si potrà votare. Per il diretto interessato, le parole sono invece tre. Etica, con rinnovamento della politica e dei meccanismi di palazzo, legalità e lavoro. Filo conduttore, apprezzato tanto da militanti di vecchia data dell’ex Pci come Ennio Saccenti o Vieri Bongini (per citarne solo due) che da quella parte del mondo cattolico presente in sala, la Costituzione nei suoi principi fondamentali. Presenti, già che ci siamo, anche alcuni assessori in carica (Mazzoni, Frattani, Giovagnoli e Paola Giugni della Provincia), diversi ex come Antonio Lucchesi, Manuela Bruscia, Alfio Pratesi e Rita Frosini, Ambra Giorgi (consigliere regionale) e il ministro ombra dell’innovazione Beatrice Magnolfi. Potremmo continuare se non fosse che, in generale, la platea è dominata da persone d’estrazione per così dire diversa: la casalinga come la responsabile d’una cooperativa sociale, il presidente di un’associazione di volontariato come l’imprenditrice, l’insegnante elementare come il giovane studente.

Il programma presentato, d’altra parte, è frutto di più teste e più mani. La proposta che passa, apprezzata, è quella d’un radicale cambiamento di rotta nel metodo dell’azione amministrativa: recupero delle persone a una partecipazione attiva alle scelte – fermo restando che poi una scelta va compiuta – riduzione dei costi della politica e dell’amministrazione, parità di genere in giunta e nelle partecipate. «E se diventerò sindaco – è la promessa – gli uomini e le donna della mia giunta le sceglierò in piena autonomia».

Ma è la rivoluzione del modello di sviluppo cittadino che piace, nelle imprese così come nei lavoratori. Prato non dovrà più dipendere dal tessile, «come dimostrano Paesi che hanno retto meglio l’urto della globalizzazione perché non penalizzati da un’industria povera». La riconversione economica è la sfida per il futuro e vale di più (anche se ci vorrà più tempo) di tanti piccoli interventi, comunque necessari, e degli stessi «interventi straordinari» per contrastare l’illegalità economica e gli effetti della crisi sulle famiglie. Si potrebbe continuare. Idee e applausi non mancano. E la partita è aperta.

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