«Faremo di tutto per farvi sentire sicuri»

Rassicurazioni al comitato I Lecci da parte di Carlesi e Tripodi

Il Tirreno – Prato;

A raccogliere le loro richieste, c’erano il candidato sindaco del centrosinistra Massimo Carlesi e il candidato in corsa per la presidenza della Circoscrizione Est, Simone Tripodi (sempre per il centrosinistra). Si sentono in pericolo, i cittadini del comitato “I Lecci”: domenica scorsa hanno espresso il loro disagio di vivere in un quartiere, dove prolifera un alto livello di la prostituzione notturna.

Proprio Carlesi ha accolto positivamente la notizia che a breve saranno installate dall’Interporto 46 telecamere sul perimetro dell’area intorno a cui ruota la piattaforma logistica. «Se non basteranno – avverte il candidato sindaco – il Comune farà la sua parte per rafforzare il sistema di protezione, caldeggiando un intervento coordinato di tutte le forze dell’ordine e senza escludere la possibilità di un’ordinanza ad hoc per prevenire questi fenomeni». Piena disponibilità a confrontarsi su questi problemi con i cittadini è giunta dal giovane candidato alla presidenza della Est, Simone Tripodi. «La Circoscrizione – ha assicurato – diventerà il tavolo permanente su cui cittadini e istituzioni dialogheranno insieme».

Dal canto suo, Carlesi si è soffermato anche sulla questione Gonfienti, ammettendo che «la copertura degli scavi sarebbe una sconfitta». «Occorre – ha auspicato il candidato – valorizzare la presenza etrusca, rendendola fruibile anche con il coinvolgimento delle scuole. Partendo dall’attività già esistente del centro restauro di Villa Niccolini, potremmo dare vita a un laboratorio didattico per le scuole con la ricostruzione virtuale della città etrusca, che includa anche le testimonianze storiche di Comeana e Artimino».

Ma servono risorse per realizzare tutto questo e il candidato sindaco del centrosinistra ha promesso che «il Comune richiamerà con forza l’attenzione della Regione e del Ministero per far arrivare i fondi necessari a mettere in sicurezza l’area di Gonfienti e rendere fruibili al pubblico i reperti. Dobbiamo – ha concluso Carlesi – cercare di trasformare in opportunità di conoscenza il patrimonio già acquisito».

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