«Convinceremo chi non ha votato»

Carlesi e Gestri fanno affidamento sulla bontà dei programmi

Il candidato a sindaco «C’è una parte di città che volta le spalle a quella che appare in affanno»

Massimo Carlesi è lo stesso dei giorni precedenti il voto: sicuro di sè, sereno, convinto di farcela. Come prima cosa, ricevendo la stampa nella sede elettorale di via Muzzi, ringrazia chi ha votato i candidati del centrosinistra: «E’ una dimostrazione che in tanti hanno capito – spiega Carlesi – che il nostro programma dà risposte puntuali ai problemi della città e della provincia. Il mio invito ora è rivolto a chi non ci ha sostenuto in questa occasione ad esprimere la preferenza per il centrosinistra in occasione del ballottaggio del 21 e 22 giugno».

E le ragioni del mancato successo? Perché quella che una volta era la “gloriosa macchina da guerra” perde colpi? «Il voto alle comunali – risponde – è diverso a quello delle Europee. In alcune zone appare chiaro che si è trattato di un voto di opinione in linea con la tendenza nazionale: c’è stata una sterzata verso il centrodestra. Nella circoscrizione Est e Centro questo messaggio è chiaro. Io lo interpreto anche come una parte di città che sta bene e che non si cura se c’è un’altra città che è in affanno. E’ comunque mutato il tessuto sociale, l’orientamento politico oggi è diverso. E forse non a tutti è arrivato l’intero nostro pensiero, forse dobbiamo farci comprendere meglio e soprattutto recuperare le persone non sono andate a votare. L’astensionismo ha pesato».

Cenni e Attucci chiedono a gran voce confronti pubblici con voi? Ci saranno? «I confronti che contano non sono tanto quelli fra me e Cenni, ma quelli fra i programmi depositati il 9 maggio e che faranno fede una volta eletti» risponde Carlesi. «Se Cenni vince la partita, ma non vincerà – continua Carlesi – dovrà attenersi a quei contenuti. Sfido dunque Cenni ad esporre le sue cinque paginette e a confrontarle con le nostre cinquanta pagine per mostrare ai cittadini come i due schieramente intendono affrontare i problemi. Può darsi anche che una sola riga del loro programma valga una nostra pagina, ma è bene che sia la gente a deciderlo». Sì a faccia a faccia seri, senza claque insomma. Sull’exploit di Cenni quanto hanno contato le sue qualità umane e manageriali? «Non hanno inciso – replica secco Carlesi – è un personaggio di centrodestra resto forte dal governo».

Lamberto Gestri sposta l’attenzione su un altro aspetto: «La crisi economica, che ha ferito Prato pesa sulle famiglie e sul lavoro, e la presenza massiccia di stranieri vengono imputate alle amministrazioni locali tacnedo sulle inadempienze del governo. Berlusconi annuncia un’indagini del ministro Maroni sulla comunità cinese, dimenticandosi che per sei anni Maroni è stato ministro dell’Interno senza muovere un dito». In vista del ballottaggio quali alleanze sono possibili? Carlesi è pronto a confrontarsi con Rifondazione e coi “grillini”, Gestri ripete che con l’Udc c’è assonanza sui programmi. Se sono rose fioriranno.

Il Tirreno – Prato; articolo di Giovanni Ciattini

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